| |||||||||||||||||||||||||||||||
|
C. 01/01/19903.2.3. Pali di calcestruzzo armato normale e precompresso I pali di calcestruzzo armato normale e precompresso durano a lungo e non richiedono manutenzione. Gli inconvenienti che presentano sono: aspetto pesante e poco estetico; - difficoltà di trasporto; - peso elevato che moltiplica i costi di posa e di recupero. Essi vengono usati con mensola costituita da bracci metallici (generalmente acciaio zincato a caldo) negli impianti con alimentazione in linea aerea in ragione della minore flessibilità rispetto ai sostegni di acciaio (oltre al minore costo) e nelle aree con atmosfera corrosiva per la loro eccellente resistenza (in questo caso occorre adottare opportuni accorgimenti per quanto riguarda i bracci metallici e l'armamento in genere) . Per quanto riguarda la normalizzazione dei pali destinati solo all'illuminazione occorre fare riferimento alla Norma UNI-EN 40 per la parte dimensionale, tolleranze ecc. e per le prescrizioni particolari alla Norma UNI-EN 40/9. 3.2.4. Pali di resina I pali di resina poliestere rinforzata con fibre di vetro presentano, nel confronto con i pali di acciaio, i seguenti vantaggi: - maggior leggerezza; - manutenzione molto ridotta; - inalterabilità della superficie in presenza di agenti corrosivi esterni (rimane da verificare l'inalterabilità nel tempo ai raggi ultravioletti) ; - isolamento elettrico di grado elevato; - minore pericolosità in caso di urti conseguenti ad incidenti veicolari. Il principale aspetto negativo riguarda la notevole flessibilità, molto superiore ai normali pali in acciaio, che può essere solo attenuata aumentandone la sezione oltre ai limiti ammessi dall'estetica e dai costi. La scarsa diffusione è altresì motivata dalla mancata normalizzazione per quanto riguarda la composizione, lavorazione e stabilità del materiale, mentre ovviamente, per la parte dimensionale occorre fare riferimento alla Norma UNI-EN 40 (per la parte applicabile). Le loro caratteristiche consigliano per ora di limitare l'utilizzazione ai pali con altezza nominale 5 m con applicazione degli apparecchi di illuminazione a cima-palo in quanto, per il loro elevato grado di isolamento, sono particolarmente indicati, in termini di "sicurezza elettrica", per le aree pedonali, quali parchi, giardini, ecc. 3.3. Mensole a muro e staffe a muro Le mensole a muro e le staffe a muro sono da preferire ai pali nei casi in cui si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni: - presenza lungo la strada di edifici di altezza adeguata; - strade strette prive di marciapiede o dotate di marciapiedi stretti che non consentono la collocazione dei pali alle distanze minime prescritte dalla sezione 6 della Norma 64-7 (vedere capitolo relativo) ; - assenza di alberi. Nelle condizioni di cui sopra costituiscono la soluzione migliore sia in termini economici che funzionali. Le staffe a muro rappresentano inoltre la migliore soluzione in termini estetici, in quanto con l'applicazione degli apparecchi di illuminazione a parete, viene realizzata la condizione di minimo ingombro dello spazio sovrastante le aree da illuminare ed il massimo rispetto dell'ambiente urbano. 3.4. Sospensioni Le sospensioni, anche se teoricamente rappresentano la soluzione ottimale dal punto di vista illuminotecnico, in quanto l'apparecchio di illuminazione è ubicato sulla verticale del centro strada, sono ormai poco usate per vari motivi: - per motivi estetici, perché la tesata ed il relativo apparecchio illuminante ingombrano lo spazio sovrastante l'area da illuminare e quindi sono molto appariscenti nelle ore diurne; -richiedono due punti di ancoraggio laterali (pareti degli edifici o pali) per cui sono raddoppiati i potenziali pericoli dovuti al cedimento degli ancoraggi; -per motivi inerenti la sicurezza contro le cadute degli apparecchi di illuminazione imputabili all'aggressività degli agenti atmosferici; infatti la fune di acciaio viene corrosa dagli acidi presenti nelle cosiddette "piogge acide" con progressiva riduzione della sezione dei fili e conseguente rottura finale. Questo inconveniente può essere eliminato con l'impiego di funi di acciaio zincato rivestite con polipropilene. L'impiego di sospensioni va comunque limitato a quei casi in cui non sono adottabili le varie soluzioni esposte in precedenza. 3.5. Verifica della stabilità dei sostegni La determinazione delle caratteristiche dimensionali dei sostegni dipende in primo luogo, come già detto, da considerazioni di ordine funzionale ed estetico dell'impianto di illuminazione. A scelta avvenuta è necessario eseguire una verifica della stabilità, soprattutto per quanto riguarda la freccia in testa e la sollecitazione all'incastro o sugli ancoraggi. 3.5.1. Ipotesi di carico Per quanto riguarda i pali di illuminazione e con altezza nominale 20 m e destinati unicamente al sostegno degli apparecchi di illuminazione occorre attenersi per quanto riguarda alle "Ipotesi di carico" alle Norme UNI-EN 40/6 che tengono conto delle forze e dei momenti determinati dall'azione del vento e del peso proprio del palo e dell'armamento. La flessibilità dei pali e delle mensole a braccio deve essere tale da evitare fenomeni di oscillazioni risonanti e svitamento delle lampade, a questo scopo i pali da adottare devono essere certificati dal costruttore mediante calcolo o prove secondo le Norma UNI-EN 40/8 "verifica del progetto (del palo) mediante prove". 3.5.2. Verifica del progetto mediante calcolo In attesa della pubblicazione della Norma UNI-EN 40 parte 7a "Verifica del progetto mediante calcolo" occorre fare riferimento, per quanto riguarda l'oggetto, al D.M. 122- 1982 ed alla circolare Ministero dei Lavori Pubblici 24-5-1982 n. 22631 le CAPITOLO 4 ALIMENTAZIONE E MISURE DI SICUREZZA 4.1. Generalità Il sistema di alimentazione, comando e protezione di un impianto elettrico di illuminazione pubblica costituisce, attualmente, la parte di maggior costo di un progetto, come già specificato in precedenza (oltre il 70% del costo totale). Pertanto dovrà essere posta cura particolare nella esecuzione del sistema di alimentazione, giustificata dal valore dell'investimento, dalle garanzie di qualità richieste in termini di sicurezza e di affidabilità e dai notevoli problemi che conseguono nell'ipotesi che gli impianti non vengano realizzati a "regola d'arte". Detto sistema deve provvedere alle seguenti funzioni: e mm Ø 6 800 200 8 1000 200 10 1200 250 12 1500 250 15 1500 250 18 1500 300 20 1800 300 - inserzione e disinserzione della linea di alimentazione; - alimentazione delle lampade entro i limiti delle cadute di tensione prescritte dalle Norme; -protezione contro i cortocircuiti, i contatti diretti ed indiretti, le scariche atmosferiche, ecc. ; - eventuale telecontrollo dell'esercizio dell'impianto. I criteri di alimentazione e comando degli impianti di illuminazione pubblica sono condizionati dai seguenti fattori: - potenza installata; - ubicazione dell'impianto rispetto ai punti di consegna dell'energia; - tipo di area da illuminare: urbana, extraurbana, ecc. ; - considerazioni di carattere economico. 4.2. Scelta del sistema di alimentazione La scelta tra il sistema di alimentazione in bassa tensione (I categoria) od in media tensione (II categoria) dipende in primo luogo dalla potenza installata e dalla ubicazione dell'impianto di illuminazione rispetto ai punti di consegna dell'energia. Per quanto riguarda gli impianti trattati nella presente "Guida" si fa solo riferimento agli impianti alimentati da un sistema di I categoria (tensione nominale da oltre 50 fino a 1.000 V compresi in corrente alternata) ed ad impianti di gruppo B (impianti di derivazione). Linea aerea od interrata Gli impianti possono essere alimentati con linee aeree esterne oppure in cavo interrato. Nell'ipotesi, non comune, che vengano realizzati con linee aeree esterne queste devono essere conformi al D.M. 21-3-1988 ai sensi della legge 28-6-1986 n. 339. Per considerazioni di vario genere quali: criteri di sicurezza, requisiti estetici e funzionali, si ritiene ormai preferibile realizzare le linee di alimentazione in cavo interrato; nella presente "Guida" si farà pertanto solo riferimento a questo tipo di linea. Linee in cavo interrato Le linee in cavo interrato devono rispondere alle prescrizioni delle Norme CEI 11-17. La scelta del tipo di cavo da utilizzare deve tener conto delle prescrizioni delle Norme CEI 64-7. Il livello di isolamento verso terra non deve essere inferiore ai valori esposti nella tabella dell'art. 4.4.06 delle Norme CEI 64-7; in particolare è prescritta, in riferimento all'oggetto della presente "Guida", la tensione nominale UO/U = 0,6/1 kV per gli impianti realizzati con la tecnica dell'isolamento rinforzato. I cavi dovranno altresì essere provvisti di una guaina esterna in aggiunta al proprio isolamento. L'isolamento e la guaina possono essere non distinti fra di loro, purché l'insieme fornisca garanzie equivalenti. Per la posa interrata devono essere usati tipi di cavo che nelle rispettive norme sono riconosciuti adatti a questo tipo di posa. I cavi "non armonizzati" rispondenti alle norme di cui sopra sono individuati dalle seguenti sigle di designazione: - cavi unipolari con guaina - sezione = 6 mm2 - cavo 1 x a UG5R - 0,6/1 kV; - cavi unipolari con guaina - sezione = 6 mm2 - cavo 1 x a RG5R - 0,6/1 kV; - cavi bipolari - sezione 2,5 mm2 - cavo 2 x 2,5 UGROR - 0,6/1 kV . Per i cavi ancora identificati con la designazione precedente riferita al grado di isolamento, la norma CNR - CEI - UNEL 35025 dell'1-2-1980 stabilisce che al "grado di isolamento" 4 corrisponde la tensione di riferimento Uo/U:0,6/1 kV (nuovo simbolo di designazione = 1). Per i cavi "armonizzati" distinti dalla sigla ..HARZ non esistono attualmente in commercio cavi normalizzati con guaina designati dal simbolo H con tensione nominale 0,6/1 kV (simbolo di tensione = 1). Nell'ipotesi di impiego di cavi "armonizzati" si potrà ovviare a tale mancata disponibilità utilizzando cavi ..HAR.. con guaina con tensione nominale 0,45/0,75 kV (simbolo 07), riconosciuti adatti per la posa interrata, infilati a loro volta, per la parte collocata entro componenti accessibili, in una ulteriore guaina isolante di diametro adeguato avente una rigidità dielettrica ò 10 kV/mm. Nelle linee di alimentazione è preferibile impiegare linee trifasi con neutro, avendo però cura di ripartire uniformemente i carichi allacciati. Le linee monofasi devono essere impiegate solo per alimentare le singole lampade oppure per gruppi di lampade di modesta entità e per brevi distanze. Nella progettazione dell'impianto occorrerà anche prevedere eventuali e futuri ampliamenti (aumento di potenza dei centri luminosi già installati, prolungamenti degli impianti, ecc.) 4.3.1. Linee in cavo interrato La Norma CEI 11-17 prevede le seguenti modalità di posa per quanto riguarda i cavi interrati: - direttamente interrati: modalità L o M; - in tubo interrato: modalità N; - in condotto interrato ad uno o più fori Polifore: modalità O. 4.3.1.1. Linee in cavo direttamente interrato (Modalità L o M) I cavi devono essere dotati di una adeguata protezione meccanica. La Norma CEI 11-17 prescrive che la profondità minima tra il piano di appoggio del cavo e la superficie del suolo sia di 0,5 m. Si consiglia comunque una profondità minima pari a 0,8 m con la protezione fornita da copponi o lastre-piane: la larghezza dello scavo minimo sarà di 0,40 m per una linea, aumentata di 0,20 m per ogni linea aggiuntiva. 4.3.1.2. Linee in cavo in tubo interrato (modalità N) Ai fini della presente pubblicazione si esamina unicamente l'impiego di tubi di acciaio interrati posti a mezzo di macchina spingitubo. Nell'ipotesi di attraversamento di strade di intenso traffico, ferrovie, tramvie o simili, può verificarsi la necessità di posare tubi a mezzo di apposita trivella orizzontale, che consente di non interferire con il traffico di superficie ed evita lo scavo aperto con i relativi inconvenienti. I tubi di acciaio impiegati devono avere il diametro costante di almeno 100 mm e che comunque non deve essere inferiore a 1,4 volte il diametro del cavo o del fascio di cavi. Per le prescrizioni relative all'attraversamento di ferrovie, autostrade, ecc. vedere al par. 4.3.1.5. figura 2 |
| |||||||||||||||||||||||||||||
Normativa Italiana | Privacy, Disclaimer, © | Contact |
2008-2011©
|